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Anni ’60 le rivendicazioni in Ticino


Negli anni ’60 anche in Ticino la gioventù era in fermento, la maggioranza ruppe gli schemi tradizionali che stavano troppo stretti. Nasceva un modo diverso di relazionarsi che contrastava con la rigidità degli adulti. Un nuovo genere musicale si faceva strada e durante i concerti c’era voglia di muoversi, di alzarsi e ballare. Tutto ciò spaventava gli adulti, che corsero ai ripari, come ad esempio a Biasca. Nel febbraio del 1960 il Municipio aveva emesso un’ordinanza in cui si vietava ai minori di 15 anni l’accesso alle strade e alle piazze dopo le 20°°, mentre nel periodo estivo, dopo le 21.30. Era poi proibita l’entrata degli esercizi pubblici dove si ballava, ai giovani di età inferiore ai 16 anni, mentre le ragazze minorenni anche di età superiore ai 16 anni non potevano partecipare a balli pubblici se non erano accompagnate da un prossimo parente maggiorenne. I giochi sulle pubbliche strade o piazze erano proibiti poiché stava scritto che, “oltre a recar noia al vicinato, possono costituire pericolo o impedimento per la circolazione.”  (Pau-Lessi)

 “Il progresso tecnologico, l’alta congiuntura e il benessere materiale favorirono l’emergenza di nuove problematiche sociali; dall’organizzazione del tempo libero all’inquinamento, dalle guerre imperialiste al servizio militare obbligatorio, la maggior parte delle convenzioni, delle idee e dei costumi erano percepiti come delle costrizioni dalle quali emanciparsi.” (Dalla ‘festa dei ventenni all’occupazione della Magistrale, il ’68 Ticinese” di Francesco Veri Ricercatore: in “Arte e storia”, N. 27, anno 7, gennaio-febbraio 2006, p. 42-53)

Negli ambienti cattolici degli Scout alcuni giovani cercarono di introdurre nuovi ideali, altri tentarono la via della sensibilizzazione politica degli adolescenti tramite un’inchiesta sull’occupazione del tempo libero nel Cantone.

 

Nel 1967, il neonato Movimento Giovanile Progressista (Mgp) irruppe alla “festa dei ventenni” a Bellinzona, protestando contro la politica parlamentare. Il Movimento divenne poi il simbolo della contestazione giovanile del ‘68 in Ticino. 

 

Occupazione Aula 20 alla suola Magistrale di Locarno.

Video Rsi "lanostraStoria.ch"

“Questo clima politico tra i giovani ticinesi contribuì allo sviluppo di una nuova coscienza anche tra gli studenti della Magistrale di Locarno” (Francesco Veri, 2006), che sentendosi oppressi presero la parola e criticarono con forza il ruolo di insegnanti e direzione. L’8 marzo 1968, anticipando il maggio francese, gli studenti della Magistrale occuparono l’aula 20, “un’azione che allargò l’adesione al movimento a 200 allievi. I giovani occupanti rivendicavano una riforma dei programmi scolastici e dei metodi d’insegnamento, ma soprattutto parità di diritti tra il parlamento studentesco e il plenum dei docenti”. (Francesco Veri, 2006)

Il Ticino fu poi influenzato dai moti di oltre Gottardo come gli scontri tra giovani e polizia in occasione del concerto di Jimi Hendrix il 31 maggio 1968 o quello della Globus a Zurigo, le esperienze di autogestione a Bienne e Berna e i Tréteaux libres di Ginevra, oltre quelli della vicina Italia, soprattutto di Milano. Tutti chiedevano una trasformazione radicale della società. 

Il 1968 fu il laboratorio di un nuovo modo di pensare la politica e la società, spartiacque storico dove i giovani cominciarono la sperimentazione democratica, dove si chiedeva per ognuno il diritto di parola, di espressione e di libertà, attraverso nuovi movimenti sociali. A partire da questa rivoluzione entra nella società una nuova categoria sociale, culturale e politica fino ad allora senza voce e senza diritti, la gioventù.  

 

http://www.hls-dhs-dss.ch/i/attualita/il-tema-attuale/laria-di-gioventu-che-si-respirava-nel-1968 ( accesso il 13.09.2018)